La vittoria sulla Fiorentina ha dimostrato che i nerazzurri sono una squadra vera. Lo scivolone di Palermo è stato cancellato, Mancini si sta distinguendo per il gioco, la continuità, l'inserimento di Figo, in attesa di risolvere anche quello di Pizarro Dopo la vittoria con il Lecce, qualcuno aveva detto "troppo facile". Ora, dopo la gara con la Fiorentina, bisogna dire "risultato bugiardo, troppo poco per il gioco visto".Adesso conosciamo l'identità della principale inseguitrice della Juventus: è l'Inter di Mancini. La sfida è lanciata ufficialmente, sotto gli occhi di tutti. Non è soltanto la vittoria contro la Fiorentina che parla chiaro, neppure il modo in cui è arrivata.E nemmeno la coincidenza del calendario che organizza già domenica prossima una sfida tra la prima e la seconda a Torino. Conta invece molto di più l'impressione che finalmente Mancini ha trovato una squadra completa, con un assetto stabile e definitivo.L'Inter, turnover a parte, è quella vista a S. Siro nel posticipo. Solida nel pacchetto centrale, con Cambiasso davanti a Materazzi e Samuel, mobile e fantasiosa in mezzo al campo con Veron, Figo e Stankovic, veloce e potente con Martins e Adriano. Ovvio che ci saranno dei cambi, ma i movimenti restano più o meno quelli visti domenica sera. I nerazzurri si sono mossi in continuazione e hano tenuto l'iniziativa quasi sempre, trovandosi spesso a memoria anche in velocità. Palermo sembra il capitolo di una storia del tutto diversa. E anche le spiegazioni di Mancini, probabilmente preoccupato di essere generoso con i suoi giocatori, sembrano irreali se rapportate alla potenzialità mostrata in campo dalla squadra nella prima occasione che conta.E' vero che ancora l'Inter non sembra una corazzata inaffondabile: quando l'iniziativa passa agli avversari e viene attaccata a viso aperto e ritmi sostenuti, la difesa sbanda. I perni centrali, d'altronde, sono più massicci che rapidissimi. Ma tutto non si può proprio avere e, in cambio, quasi ogni ripartenza si trasforma in un'azione da brivido per gli avversari. Soprattutto quando in campo c'è la coppia titolare, cioè (al momento) L'Imperatore e Oba Oba, che Mancini fa giocare al contrario di come si aspetterebbe chiunque: il brasiliano potente, largo e il nigeriano veloce, centrale. In sintesi, l'Inter in questa prima tranche di campionato è la squadra che può sfidare seriamente la Juve di Capello. Le altre sono ancora alla ricerca di un assetto e di una condizione stabili. Sarà l'anno buono per i nerazzurri? Questa domanda è il vero tormentone di ogni campionato, ma stavolta per una prima risposta basta attendere appena una settimana. Domenica prossima, la sfida tra bianconeri e nerazzurri sarà consumata e si potrà trarre un primo, ma già significativo bilancio.
Di sicuro, Mancini dovrà pregare i suoi attaccanti di fare il possibile per concretizzare di più la mole di gioco che riescono a sviluppare. Il rapporto tra occasioni e gol contro la Fiorentina è stato enorme, a prescindere dalla eccezionale prestazione di Frey. E poi sarà chiamato a gestire uno spogliatoio che resta complicato. C'è un Pizarro, acquisto-principe del mercato, che è difficile lasciare fuori senza qualche grana.E' ancora più difficile che l'avvicendamento di Del Piero nella Juventus, perché Pizarro è stato sempre presentato come il perno di un progetto, non soltanto un giocatore in più. Di buono, invece, c'è per i nerazzurri la soperta di 2 giocatori perfetti come laterali, almeno per il gioco che preferisce l'allenatore. In questo caso, è decisiva la scommessa vinta dalla società su Luis Figo. Il suo arrivo è stato salutato con qualche ironia e troppe perplessità. Già a questo punto, si può dire che Figo è il migliore inserimento che si ricordi da molti anni di un nuovo acquisto nerazzurro. Solo Adriano e Vieri, appena arrivati, furono altrettanto utili. Il portoghese è campione di purissimo talento e di grande orgoglio: il rifiuto del Real lo ha vissuto come una sfida. E, alla vigilia di un Mondiale che vuole assolutamente giocare, non sta sbagliando un colpo. Per l'Inter, è un doppio vantaggio: da sempre lo spogliatoio nerazzurro difetta di personalità forti e mature. Un Figo ritrovato e motivato può portare quella maturità che gioverà certamente anche ai giovani talenti. Con queste premesse, dopo una divertente Inter-Fiorentina, con tanto calcio e tante emozioni, siamo già pronti a una deliziosa Juventus-Inter.
JUVE IN FUGA, INTER BATTE FIORENTINA ED È SECONDA Nella 5/a giornata del campionato di serie A il Milan vince in trasferta con il Treviso e la Lazio supera in rimonta il Palermo. RISULTATIA Cagliari: Cagliari-Roma 0-0A Empoli: Empoli-Lecce 1-0A Roma: Lazio-Palermo 4-2A Livorno: Livorno-Ascoli 2-0A Parma: Parma-Juventus 1-2 (giocata sabato)A Reggio Calabria: Reggina-Udinese 2-0 (giocata sabato)A Genova: Sampdoria-Chievo 1-2A Siena: Siena-Messina 4-2A Padova: Treviso-Milan 0-2CLASSIFICAJuventus 15Inter 12Livorno 11 Milan 10Fiorentina 10 Lazio 10Palermo 10 Sampdoria 9 Chievo Roma 8 Siena 7 Empoli 6 Udinese 6 Parma 4 Messina 3 Cagliari 3 Ascoli 3 Reggina 3 Lecce 1 Treviso 0
27/09/05
GRANDE CON LA FIORENTINA! MA ORA C'E' LA JUVE!
La vittoria sulla Fiorentina ha dimostrato che i nerazzurri sono una squadra vera. Lo scivolone di Palermo è stato cancellato, Mancini si sta distinguendo per il gioco, la continuità, l'inserimento di Figo, in attesa di risolvere anche quello di Pizarro Dopo la vittoria con il Lecce, qualcuno aveva detto "troppo facile". Ora, dopo la gara con la Fiorentina, bisogna dire "risultato bugiardo, troppo poco per il gioco visto".Adesso conosciamo l'identità della principale inseguitrice della Juventus: è l'Inter di Mancini. La sfida è lanciata ufficialmente, sotto gli occhi di tutti. Non è soltanto la vittoria contro la Fiorentina che parla chiaro, neppure il modo in cui è arrivata.E nemmeno la coincidenza del calendario che organizza già domenica prossima una sfida tra la prima e la seconda a Torino. Conta invece molto di più l'impressione che finalmente Mancini ha trovato una squadra completa, con un assetto stabile e definitivo.L'Inter, turnover a parte, è quella vista a S. Siro nel posticipo. Solida nel pacchetto centrale, con Cambiasso davanti a Materazzi e Samuel, mobile e fantasiosa in mezzo al campo con Veron, Figo e Stankovic, veloce e potente con Martins e Adriano. Ovvio che ci saranno dei cambi, ma i movimenti restano più o meno quelli visti domenica sera. I nerazzurri si sono mossi in continuazione e hano tenuto l'iniziativa quasi sempre, trovandosi spesso a memoria anche in velocità. Palermo sembra il capitolo di una storia del tutto diversa. E anche le spiegazioni di Mancini, probabilmente preoccupato di essere generoso con i suoi giocatori, sembrano irreali se rapportate alla potenzialità mostrata in campo dalla squadra nella prima occasione che conta.E' vero che ancora l'Inter non sembra una corazzata inaffondabile: quando l'iniziativa passa agli avversari e viene attaccata a viso aperto e ritmi sostenuti, la difesa sbanda. I perni centrali, d'altronde, sono più massicci che rapidissimi. Ma tutto non si può proprio avere e, in cambio, quasi ogni ripartenza si trasforma in un'azione da brivido per gli avversari. Soprattutto quando in campo c'è la coppia titolare, cioè (al momento) L'Imperatore e Oba Oba, che Mancini fa giocare al contrario di come si aspetterebbe chiunque: il brasiliano potente, largo e il nigeriano veloce, centrale. In sintesi, l'Inter in questa prima tranche di campionato è la squadra che può sfidare seriamente la Juve di Capello. Le altre sono ancora alla ricerca di un assetto e di una condizione stabili. Sarà l'anno buono per i nerazzurri? Questa domanda è il vero tormentone di ogni campionato, ma stavolta per una prima risposta basta attendere appena una settimana. Domenica prossima, la sfida tra bianconeri e nerazzurri sarà consumata e si potrà trarre un primo, ma già significativo bilancio.
Di sicuro, Mancini dovrà pregare i suoi attaccanti di fare il possibile per concretizzare di più la mole di gioco che riescono a sviluppare. Il rapporto tra occasioni e gol contro la Fiorentina è stato enorme, a prescindere dalla eccezionale prestazione di Frey. E poi sarà chiamato a gestire uno spogliatoio che resta complicato. C'è un Pizarro, acquisto-principe del mercato, che è difficile lasciare fuori senza qualche grana.E' ancora più difficile che l'avvicendamento di Del Piero nella Juventus, perché Pizarro è stato sempre presentato come il perno di un progetto, non soltanto un giocatore in più. Di buono, invece, c'è per i nerazzurri la soperta di 2 giocatori perfetti come laterali, almeno per il gioco che preferisce l'allenatore. In questo caso, è decisiva la scommessa vinta dalla società su Luis Figo. Il suo arrivo è stato salutato con qualche ironia e troppe perplessità. Già a questo punto, si può dire che Figo è il migliore inserimento che si ricordi da molti anni di un nuovo acquisto nerazzurro. Solo Adriano e Vieri, appena arrivati, furono altrettanto utili. Il portoghese è campione di purissimo talento e di grande orgoglio: il rifiuto del Real lo ha vissuto come una sfida. E, alla vigilia di un Mondiale che vuole assolutamente giocare, non sta sbagliando un colpo. Per l'Inter, è un doppio vantaggio: da sempre lo spogliatoio nerazzurro difetta di personalità forti e mature. Un Figo ritrovato e motivato può portare quella maturità che gioverà certamente anche ai giovani talenti. Con queste premesse, dopo una divertente Inter-Fiorentina, con tanto calcio e tante emozioni, siamo già pronti a una deliziosa Juventus-Inter.
JUVE IN FUGA, INTER BATTE FIORENTINA ED È SECONDA Nella 5/a giornata del campionato di serie A il Milan vince in trasferta con il Treviso e la Lazio supera in rimonta il Palermo. RISULTATIA Cagliari: Cagliari-Roma 0-0A Empoli: Empoli-Lecce 1-0A Roma: Lazio-Palermo 4-2A Livorno: Livorno-Ascoli 2-0A Parma: Parma-Juventus 1-2 (giocata sabato)A Reggio Calabria: Reggina-Udinese 2-0 (giocata sabato)A Genova: Sampdoria-Chievo 1-2A Siena: Siena-Messina 4-2A Padova: Treviso-Milan 0-2CLASSIFICAJuventus 15Inter 12Livorno 11 Milan 10Fiorentina 10 Lazio 10Palermo 10 Sampdoria 9 Chievo Roma 8 Siena 7 Empoli 6 Udinese 6 Parma 4 Messina 3 Cagliari 3 Ascoli 3 Reggina 3 Lecce 1 Treviso 0