14/12/05
A -10 dalla Juve: ora si deve correre!
Fare la lepre, alla lunga, può stancare. E' questo luogo comune negativo che l'Inter deve iniziare ad insidiare nell'ambiente juventino. Come? Con le vittorie consecutive, non c'è altro modo. L'organico a disposizione di Mancini ha le qualità tecniche per farlo, ma occorrerà mettere in campo anche altri fattori: applicazione tattica, muscoli e polmoni, concentrazione costante, grinta, e pure una piccola dose di fortuna (quella non guasta mai). Prossime gare dell'Inter di Mancini, sino alla chiusura del girone di andata: Reggina fuori, Empoli in casa, Siena fuori e Cagliari in casa. La Juve avrà le difficili trasferte di Roma (versante Lazio) e Palermo. Cerchiamo di fare 12 punti, poi si vede…chissà che al giro di boa non ci si ritrovi ad un interessante -4 !
Adriano sul CorSport: voto 8, migliore in campo…
Riportiamo fedelmente la 'pagella' di Adriano relativa al derby Inter-Milan: "Adriano 8. Trasfroma con freddezza il primo rigore stagionale in campionato concesso a favore dell'Inter e segna il suo terzo gol al Milan, il primo con la maglia nerazzurra addosso. Svaria su tutto il fronte offensivo cercando di tenere alta la squadra, ma nel finale avverte la stanchezza e forse anche per questo perde la marcatura Stam sul 2-2. Si riscatta pochi minuti più tardi quando su calcio d'angolo sovrasta Vieri, lo scorso anno suo compagno in nerzzurro, e di testa firma la vittoria dell'Inter. Per l'Imperatore ottavo gol in campionato, il tredicesimo in totale, il settimo nelle ultime cinque partite giocate. E' rinato dopo le difficoltà di settembre ed ottobre e sta trascinando l'Inter. (Andrea Ramazzotti)".
Incredibile come una valutazione giornalistica sia notevolmente influenzabile dal risultato finale tra le due squadre contendenti, nonché dall'eventuale numero di reti segnate dal calciatore. Non sappiamo quale partita abbia visto l'esimio giornalista del CorSport, anche se ci sentiamo di concedergli il beneficio del dubbio visto che era in una posizione sicuramente più vantaggiosa rispetto alla nostra, da semplici spettatori tv. Eppure, a guardar bene il contenuto della sua personale pagella, più che una valutazione tecnico-tattica della prestazione, la sua ci sembra una mera descrizione degli elementi di cronaca che hanno coinvolto il calciatore Adriano.
Il brasiliano, in evidente scadimento di forma psico-fisica e in progressiva involuzione tecnico-tattica, ha sbagliato tanto, davvero troppo. Si è sicuramente mosso un po’ di più rispetto alle ultime apparizioni, cercando combinazioni soprattutto con le ali, ma in tante situazioni non ha fatto i movimenti necessari. Dal punto di vista strettamente tecnico, poi, neanche a parlarne: non si contano gli stop errati, le palle perse, i passaggi ritardati e le inutili dribblomanie. Per fortuna sua, se vi sarà ancora questo tipo di giornalismo sportivo, era il rigorista, e caso ha voluto che Messina regalasse un rigore all'Inter, e uno. Ha battuto una punizione delle sue, e Dida l'ha respinta verso l'interno, e Martins ne ha approfittato, e due. Con uno stacco per niente imperioso (e quindi non da Imperatore) ha colpito un pallone in mischia sul quale Vieri è riuscito a saltare ancora più basso, e tre.
Scommettiamo che se il risultato fosse stato 2-2 o 1-2, il medesimo giornalista gli avrebbe dato un bel 5,5? Dicendo, magari: "…perde pure la marcatura su Stam in occasione del secondo gol…"…sinceramente, ne sono più che convinto!
Il giornalista dice che Adriano è recuperato, che il periodo d'ombra è passato. A ben vedere, il giocatore pare il lontano parente dell'Adriano devastante, sicuro, esplosivo e preciso nelle giocate che abbiamo apprezzato a Parma e nella prima parte della sua avventura interista. E speriamo che Abramovich o Florentino Perez non abbiano visto la partita, e che mantengano quindi intatte le favolose offerte per assicurarsi il ragazzo. Se invece vedono le partite come il giornalista, allora non fa niente…
Ma prima di pensare ad una cessione, società e tecnico hanno il dovere di recuperare questo talento, che ha delle potenzialità enormi, già espresse nella sua prima fase della carriera italiana (eccetto Firenze…). Sappiamo che Mancini e Moratti, i due diretti responsabili del campo e della scrivania, credono ancora tanto in Adriano, e non gli si può dar torto dopo averlo visto all'opera da vicino in tante situazioni positive. L'importante è che il giocatore maturi bene, dentro e fuori il campo di gioco. Altrimenti, meglio prendersi una vagonata di euro, e costruire una squadra forte in tutti i reparti.
13/12/05
SIAMO DAVVERO L' ANTI-JUVE?
Ai nerazzurri di Mancini manca qualcosa per sentirsi più tranquilli nella loro nuova veste di anti-Juve e il tecnico prenderebbe volentieri un altro attaccante: il pibe barese. Mancio stravede per il ragazzo, pur sapendo che gestirlo è una sfida difficile. Ci vogliono 4-5 milioni di euro: un'operazione fattibile per Moratti. Se la felicità sta nel desiderare le cose che si possiedono, Roberto Mancini non può ancora dire di essere felice. Gli manca qualcosa e lo dice tranquillamente a chi lo frequenta. In estate avrebbe preso Cesar e poi si è accontentato di Solari, aveva dei progetti su difensori che non si chiamavano Samuel ma poi si è adeguato volentieri alle fattezze dell'argentino. E' soddisfatto della sua Inter attuale, ma sogna qualcosa di più. Per sentirsi più tranquillo nella sua nuova veste di anti-Juve (lo ammette lui stesso senza peli sulla lingua) prenderebbe volentieri un altro attaccante. Moratti per la verità l'avrebbe già accontentato prendendo il nigeriano Obinna del Chievo, che Pillon fa entrare ormai con il contagocce per evitare infortuni. I numeri delle prime giornate di campionato hanno incantato Moratti, ma il tecnico sa bene che il simil-Martins non ha l'esperienza sufficiente per essere gettato nella mischia. Una cosa è il Chievo, altra è l'Inter. E poi chi può garantire che all'ultimo momento non entrerà anche lui tra i convocati della Nigeria per la Coppa d'Africa insieme allo stesso Martins? E allora l'occasione è doppia. Da una parte c'è la possibilità di consolidare il secondo posto, dall'altra c'è l'opportunità
di aggiungere valori tecnici a una squadra già buona. Il nome è troppo facile da tirare fuori: Cassano. La prestazione del barese contro il Palermo non lascia dubbi sul suo totale recupero, quando è uscito lui la luce della Roma si è spenta. Mancini stravede per il ragazzo, pur sapendo che gestirlo è una sfida difficile. Ci vogliono 4-5 milioni di euro. Per Moratti potrebbero anche non essere troppi, anche se l'ultima volta che un allenatore gli garantì lo scudetto con un acquisto andò male: si trattava di Lippi e dell'operazione Seedorf. Per dare il tocco finale, l'Inter sta pensando di anticipare l'arrivo di Maxwell, terzino sinistro dell'Ajax già bloccato per la prossima stagione. E' reduce da un infortunio, ma per il fine di stagione un esterno che possa dare respiro a Favalli dare più garanzie di Wome non darebbe fastidio.
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