09/06/08

I Dubbi di Recalcati: Cara Inter, ma quando si compra?


Amici nerazzurri siamo nei guai. Il mercato è cominciato da tempo, gli Europei sono partiti e i talenti, nel nostro Paese e nella nostra squadra, tardano ad arrivare. Per vincere in Italia basterebbe riconfermare la rosa e ed inserire un paio di "mezzi nomi", ma per vincere "la coppa con le orecchie" tanto amata da Massimo Moratti, tanto da spendere oltre 100 milioni per due allenatori, non si vince se non si compra.

Il Barcellona sta gettando in pasto al Mondo l’ex fenomeno del calcio "universale" Ronaldinho, svende Giovani Dos Santos - nessuna italiana si è fatta avanti e il Tottenham lo ha acquistato per 8 milioni, stessa cifra stanziata dal Milan per Borriello - regala Zambrotta e Deco, cerca di cedere Samuel Eto’o (voci dicono non sia integro!) e in 10 giorni acquista Keita, Caceres, Pique e Dani Alves, spendendo, in totale, oltre 60 milioni di euro.

Quest’ultimo cercato, almeno da quanto scritto da alcuni colleghi, anche dall’Inter, ma la trattativa con gli uomini di Laporta, a casa Siviglia, si è chiusa in 10 minuti: "Quanto volete per Alves? 32 milioni. Ok, vi mandiamo l’assegno, dove dobbiamo firmare?". In Italia, c’è la domanda, poi 15 giorni per pensare alla richiesta, poi si passa alla "controfferta", poi 10 giorni per pensare alla nuova richiesta, poi si cerca un’alternativa e alla fine si compra il sesto della lista o lo svincolato di turno ma col nome e l’ingaggio da "extraterrestre" o "extrafurbo".

Il Chelsea in 2 giorni ha chiuso l’affare Bosingwa, 30 milioni versati nelle casse del Porto, tratta Eto’o e Aguero e non "svende" nessun big nemmeno sotto tortura (forse Drogba ma solo se Moratti verserà oltre 30 milioni di euro). Il Manchester UTD e l’Arsenal hanno un organico stellare per motivi diversi e un Nasri in più per i "gunners". Lo UTD non perderà, almeno per quest’anno Cristiano Ronaldo, ma probabile si accaparri le prestazioni di Berbatov, inseguito, sulla carta, dal Milan. Il Real Madrid, vincitore dell’ultima Liga, tenta il fenomeno portoghese, e ha già investito 18 milioni di euro per assicurarsi l’argentino Ezequiel Garay (1986), De la Red (1985) e Javi Garcia (1987).

E noi? Noi nerazzurri? Noi italiani? L’Inter per strappare Konko al Genoa ci ha messo due mesi e pare lo abbia acquistato per 4.5 milioni euro in comproprietà. Per Deco o Lampard le trattative sembrano infinite (Deco se con una valigetta contenente 10 milioni di euro ti presenti dagli azulgrana te lo incartano), Drogba sarà il "colpo" (se avverrà) di fine agosto, Quaresma (riserva agli europei) è stravalutato e non si riesce a concludere, mentre per Pepe, Carvalho, Essien e soci, le trattative sono andate in fumo per far spazio in rosa a calciatori giunti da tempo al capolinea del "pullman" nerazzurro: Materazzi, Figo (pessime le dichiarazioni su Mancini dopo aver accettato l’Arabia a metà della sua seconda stagione nerazzurra), e magari Solari o Cesar, non più capaci di dare all’Inter, ma capaci di farsi voler bene e prendere dall’Inter.

Il discorso si amplia se si parla di Milan, Juventus, Fiorentina e Roma. I rossoneri sono soddisfatti della loro campagna acquisti: un laterale logoro, un centrocampista che fino a 16 mesi fa nessuno sapeva di che colore avesse i capelli, un portiere di ritorno e un attaccante bello e finalmente ricco. La Juventus acquista Amauri pagandolo 5 milioni in meno del prezzo fissato per i vari Ronaldinho, Berbatov, Drogba, sta per chiudere con lo spagnolo Xabi Alonso per il doppio della cifra con la quale il Barcellona acquistò Yaya Tourè e rischia di perdere l’ultimo vero campione AFFERMATO (aveva vinto Europeo e Mondiale con la propria nazionale) arrivato in Italia (anno 2000).

La Roma deve vendere per poi comprare due o tre Giuly di turno, mentre la Fiorentina ha comprato Gilardino, ma già sapeva che lo avrebbe pagato con i soldi della cessione dell’unico fuoriclasse che veste la casacca dei viola, Mutu. Cosa succede al calcio italiano? Presidenti vogliamo i fatti, basta le parole o le presunte pole-position!

Christian Recalcati

06/06/08

Inter: Oriali 'Mancini distrutto'



Roberto Mancini era convinto di restare all'Inter: parola del dirigente nerazzurro Gabriele Oriali, in una intervista alla Gazzetta dello Sport. 'Siamo andati a correre perche' Roberto aveva bisogno di scaricare i nervi - racconta Oriali - di stemperare l'amarezza. Che e' profonda, totale: queste sono botte che ti distruggono. Era convinto di poter proseguire, pensava gia' al nuovo torneo, alla Champions. Per fortuna ero all'oscuro di questo epilogo. Il mio futuro? Non escludo nulla'.


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Io Aggiungerei un GRAZIE DI CUORE a ROBERTO MANCINI PER I 7 TROFEI VINTI e per aver ridato la gioia di vincere a questa società dopo almeno (secondo me)10 anni di Calciopoli.

Grazie Mister!

IL SALUTO AI TIFOSI DI JOSE' MOURINHO



Questo il saluto ai tifosi nerazzurri di José Mourinho, nuovo allenatore dell'Inter, al suo arrivo al centro sportivo "Angelo Moratti", inviato attraverso i microfoni di Inter Channel: "Anzitutto complimenti per la conquista dello scudetto che è stato molto importante. Da questo momento sono il più grande tifoso dell'Inter perché questa società è la mia vita. Voglio lavorare per questo grande club portando la mia grandissima passione per il calcio, per rendere felici tutti i tifosi nerazzurri".

I CAMPIONI DELL'ITALIA SIAMO SEMPRE NOI

CAMPIONI D'ITALIA


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2007-08
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