MORATTI VOLE LASCIARE PER L'ENNESIMA VOLTA MA ORA C'E' IL BERBY
Inter, Moratti vuol lasciare. Mancini: «Non è il derby delle deluse». C’è Adriano"Se c’è qualcun altro che può fare meglio di quanto abbia fatto io, ne è convinto e ha voglia di impegnarsi, perché dovrei oppormi?", ha detto il patron dell’Inter, Moratti, a La Gazzetta dello Sport; il tecnico Mancini "Non so se lui mollerà per davvero"; nel derby Adriano dovrebbe affiancare Martins dal 1’; indisponibile Veron.MORATTI E I SUOI PROBABILI SUCCESSORI - Massimo Moratti si sta sempre più convincendo a lasciare l’Inter e a porre fine ad un’avventura cominciata 11 anni fa e che ha regalato molte più delusioni che gioie. Il sogno di ripetere le imprese del padre Angelo, che portò il club ai vertici in Italia e nel mondo, si è rivelato presto un incubo e l’ennesima stagione deludente potrebbe convincere il patron a gettare la spugna. "Se c’è chi compra, vendo - ha detto in un’intervista a La Gazzetta dello Sport - Il mio carattere non contempla forme di invadenza. Se c’è qualcun altro che può fare meglio di quanto abbia fatto io, ne è convinto e ha voglia di impegnarsi, perché dovrei oppormi?". Ma chi potrebbe prendere una società come l’Inter? Secondo gli esperti e gli economisti dello sport, il club nerazzurro oscilla tra un valore di 350 e 400 milioni di euro. In pole position tra i papabili c’è sicuramente Marco Tronchetti Provera, amico fraterno e socio di Moratti, nonché sponsor dell’Inter tramite la Pirelli. In questo caso il passaggio di proprietà sarebbe morbido, anche perché i due si consultano già ora per le strategie e le decisioni. Leonardo Del Vecchio, proprietario della Luxottica (leader mondiale del settore degli occhiali) avrebbe pure le risorse per scendere in campo. Stesso discorso per lo stilista Giorgio Armani, già sceso in affari con la famiglia Moratti (e Galliani) nel basket. E come non menzionare il Gruppo Prada, che fa capo a Patrizio Bertelli, già alleato di Tronchetti Provera per Luna Rossa? Percorribile anche la strada che porta ai fratelli Benetton, sebbene i due non siano mai scesi in campo nel mondo del calcio, ma sono presenti in altre realtà sportive.MANCINI E IL DERBY - "Derby tra deluse? La Juventus è un po’ avanti in classifica, ma domani (venerdì, ndr) si affrontano la seconda e la terza. E poi, per quanto ci riguarda, dobbiamo giocarci ancora tanto e quindi non siamo assolutamente delusi": così il tecnico dell’Inter, Mancini, in conferenza stampa. La curva sarà vuota: "Preferirei parlare soltanto della partita". Milan con la testa al Barcellona? "Non credo. E poi, il fatto che si giochi un giorno prima, dà a loro maggiore tranquillità e non faranno quel turn-over che hanno fatto a Lecce. Qualcuno riposerà, però giocherà una squadra vicina a quella titolare. Come noi, anche il Milan ci tiene a fare bene e vincere il derby. E poi entrambe le squadre vogliono centrare il secondo in posto in campionato e, per il Milan, sarebbe diverso preparare la partita col Barcellona dopo una sconfitta". L’Inter potrebbe accontentarsi di un pareggio? "Assolutamente no. Giocheremo per vincere la partita, così come farà il Milan. Un eventuale pareggio, poi, farebbe più comodo al Milan perché manterrebbe due punti di vantaggio. Noi dobbiamo cercare di vincere per superarli in classifica". Il risultato del derby può influenzare le scelte future per l’Inter? "Non credo che dal risultato di un derby possano essere condizionate o meno le scelte future di un club". Se l’Inter dovesse rivincere la Tim Cup e arrivare seconda in Campionato avrebbe fatto meglio della passata stagione. Si sarebbe meritato così il diritto alla conferma per il terzo anno all’Inter? "Il diritto alla conferma già ce l’ho perché ho un altro anno di contratto con l’Inter... Ma da qui alla finale di Tim Cup c’è ancora tempo e ora dobbiamo solo pensare alla gara contro il Milan. Per quanto riguarda il futuro ho già espresso un mio parere l’altro giorno rispondendo a una domanda che mi era stata posta in un certo modo, poi, però, non si possono solo riportare due parole di quello che ho detto... Comunque non siamo ancora a giugno e questo non è un argomento da trattare ora". Dopo le dichiarazioni di Moratti in questa settimana la partita di venerdì va giocata ancora di più per lui? "Queste risultano sempre frasi fatte. In una stagione tutte le partite si giocano sempre per Moratti, per la società e per la nostra gente. È sempre così, non c’è una partita diversa dall’altra. Dopo Villarreal abbiamo giocato due gare che sono andate bene, speriamo vada bene anche quella di domani contro il Milan. Una squadra va sempre in campo per dare il massimo e, a volte, può succedere che non riesca a farlo, ma questo non significa che non si sia sempre dato tutto". Adriano in campo dal 1’? "Non ha ancora recuperato la condizione migliore, infatti non sta ancora benissimo. Però ci sono ancora ventiquattr’ore prima della partita e vedremo come starà venerdì mattina dopo l’ultimo allenamento. Vedremo se potrà giocare dal primo minuto o se entrerà a partita in corso. Inter ad una sola punta? Non credo. Se Adriano sta bene giocheranno due punte e saranno lui e Martins, altrimenti vedremo". Kakà ha dichiarato che Adriano sente troppa responsabilità addosso: "Non lo so. Però nelle grandi squadre giocano quei grandi campioni che fanno la differenza e che, sia nel bene che nel male, sono sempre tirati in ballo. Ma è sempre stato così nel calcio. Adriano e Kakà sono giovani e magari non conoscono tanto bene la storia del calcio passato, ma è sempre successo che i grandi campioni abbiano parecchie responsabilità e siano chiamati per primi in causa quando le cose non vanno bene". Dicendo che i grandi giocatori hanno maggiori responsabilità ha lasciato intendere che questi devono anche sapersele prendere: "Questo l’ha detto lei... Io non voglio più parlare di certe cose perché sono sempre sincero e onesto quando rispondo alle domande in conferenza stampa. Dico sempre quello che penso veramente, a volte però vengono riportate solo due parole di quello che dico e viene cambiato il concetto di quella frase. Prima ho detto che un calciatore forte di una squadra importante si prende sempre oneri e onori e che questo è sempre capitato nel calcio". Ma lei pensa che Adriano, in certi momenti della stagione, si sia preso meno responsabilità di quanto dovesse fare? "No. Lui è sempre andato in campo cercando di dare e fare il massimo come hanno sempre fatto gli altri calciatori dell’Inter. E poi prima prima stavamo commentando un pensiero di Kakà". Sulla probabile formazione: "Stankovic ha recuperato? Assolutamente sì. Toldo? Non sta bene, ha preso una botta in allenamento. È convocato, ma è difficile che ce la faccia. Giocherà Mihajlovic? È tra i convocati e potrà essere scelto per giocare. Ha più possibilità di farlo se gioca come il secondo tempo di Ascoli e non come nell’ultimo quarto d’ora di Udine. Favalli? Ha recuperato, ma non credo che abbia novanta minuti nelle gambe. Come per gli altri, decideremo venerdì mattina".NOTIZIARIO - Contro il Milan tornano a disposizione Adriano e Stankovic mentre, oltre allo squalificato Cruz, resta ancora indisponibile Veron. Questo l’elenco dei convocati. Portieri: Toldo, Julio Cesar, Orlandoni; Difensori: Cordoba, Burdisso, J.Zanetti, Mihajlovic, Favalli, Materazzi, Samuel; Centrocampisti: Stankovic, C.Zanetti, Figo, Pizarro, Kily Gonzalez, Cambiasso, Solari; Attaccanti: Adriano, Recoba, Martins. La squadra ha svolto esercizi di riscaldamento, prove tattiche e partitella. Chi ha giocato martedi a Udine ha proseguito la seduta con un lavoro aerobico; per gli altri esercizi per la rapidità. Cesar, mercoledì influenzato, Stankovic e Adriano hanno svolto l’intera seduta con il gruppo; lavoro differenziato per Veron, che ha effettuato una serie di andature sulla sabbia ed esercizi di potenziamento settoriale in palestra; un attacco influenzale ha bloccato Zé Maria, rimasto precauzionalmente a casa.