22/10/05

QUOTE SNAI PER UDINESE - INTER

Udinese - Inter Data: 23/10 ORE: 15:00 QUOTE: 1 =3.45 X =3.15 2 =2.00

21/10/05

PORTO-INTER, ALCUNE CONSIDERAZIONI TATTICHE

Nel match di Oporto Roberto Mancini ha derogato al classico 4-4-2 per proporre un interessante 4-5-1 che si avvaleva di Figo come ala destra e Solari come ala sinistra (poi invertiti di fascia nel corso della gara), sostenuti da un trio di centrocampo tutto fosforo e qualità: Pizarro, Cambiasso e Veron. Come vertice avanzato la punta operaia Julio Cruz. Questo sistema di gioco è sicuramente incline ad esaltare l’uno contro uno di Figo sulle zone laterali, la velocità nei tagli di Solari, gli inserimenti di Pizarro e Veron, e il gioco di sponda e di appoggio che sa effettuare Cruz. Mettiamoci pure le sovrapposizioni di Favalli, e il modulo ha una sua razionalità rispetto al metariale umano a disposizione del tecnico interista. Certo, c’è da dire che comunque con la rosa che si ritrova, Mancini può affidarsi a tantissime soluzioni tattiche…. Fatto sta che nonostante la grande grinta del Porto (per i portoghesi la partita era quasi un’ultima spiaggia), l’Inter giocava bene, e si intravedevano quelle trame di gioco studiate da Mancini. Purtroppo è arrivato il rocambolesco autogol di Materazzi, e lì Mancini ha perso un po’ la bussola, ritrovata poi con l’ingresso di Recoba. Vogliamo dire che subito dopo l’autorete, Mancini ha chiesto ai ragazzi di cambiare disposizione in un 4-2-3-1, con Veron e Pizarro che si alternavano vicino a Cruz. Eppure l’Inter prima del gol stava giocando bene, e Mancini più di tutti dovrebbe sapere che non sono i numeri a rendere una squadra offensiva e pericolosa. Con questa piccola variazione, si sono tolti appoggi avanzati e di qualità alle ali, accentuando la tendenza ad accentrarsi di giocatori come Veron e Pizarro. Inoltre entrambi, e sicuramente Pizarro, non hanno interpretato bene il ruolo di "trequartista" dietro l’unica punta; diciamo, a loro discolpa, che non è proprio nelle loro corde tattiche. Per carità, a parte il due a zero su punizione il Porto non è che abbia fatto un granchè, affidandosi quasi esclusivamente alle sortite di Quaresma sulla fascia sinistra. L’Inter per tutto il primo tempo ha continuato a tenere il gioco in mano, ma non è stata mai incisiva. Poi l’ingresso di Recoba al posto di Pizarro ha messo meglio la squadra in campo, e lo si è visto in termini di azioni pericolose prodotte. Insomma, se Mancini aveva pensato a un utilizzo di Pizarro e Veron come mezzali di qualità che potessero combinare stretto con le ali o inserirsi centralmente su assist di Cruz, ok; ma se poi, con un piccolo ma sostanziale cambiamento della dislocazione di base, pretende dai due (soprattutto da Pizarro) di fare la seconda punta, non ci siamo affatto. E tra l’altro, in generale, perché cambiare modulo dopo una sola rete (molto fortunosa..), quando invece stai giocando bene? Non si crea solo nervosismo nella squadra in campo? Il tecnico dovrebbe essere il primo a mantenere ed infondere il giusto equilibrio. Sarà perché siamo degli innamorati del 4-3-3, ma il modulo iniziale ci è piaciuto molto, e vorremmo rivederlo, semmai anche con Martins come ala esterna. Abbiamo ancora negli occhi un tipico movimento da 4-3-3 effettuato nei primi minuti: Favalli è in possesso palla sopra la linea di centrocampo; J.Cruz compie il movimento a mezzaluna verso la zona di centro-sinistra, Solari fa un movimento ad entrare in orizzontale, mentre Figo taglia in diagonale verso il centro area…stupendo. PS: si dice che con l’impegno di Martins in Coppa d’Africa l’Inter di Mancini si ritroverebbe con poche punte: Recoba, Cruz, Adriano. Non siamo d’accordo, perché a nostro avviso ci si dimentica di Figo, che sarei curioso di vedere come seconda punta vera…piuttosto rafforzerei la squadra con un terzino sinistro che faccia la differenza, e punterei sul (bravissimo) Favalli come alternativa.

12/10/05

SI DEVE VINCERE CON IL LIVORNO

L'Inter deve dare prova di essere una grande squadra compatta e capace di lottare fino alla fine per lo scudetto ma soprattutto non deve assolutamente demoralizzarsi, gli avversari di domenica sono una squadra molto ambiziosa e pericolosa hanno collezionato fin ora 3 vittorie 2 pareggi e 1 sconfitta ed hanno un solo punto sotto di noi. L'Obbiettivo è di vincere! il presidente Moratti deve essere molto duro con i suoi, dopo tanti sacrifici economici al fine di caricarli e farli scendere in campo concentrati, proprio come faceva il padre Angelo Moratti. Attenti quindi a Donadoni ed agli sgambetti che può tirarci.

07/10/05

L'IMPERATORE VA X 3... MA RESTA A 3!

3
2 1 ecco i primi 3 goal del campionato con il Treviso forza Adriano Facci sognare e non ti bloccare!

03/10/05

Ko di Torino, ora no a processi e allarmismi

Domenica sera, al Delle Alpi, la Juve è stata nettamente superiore all’Inter. Certo, quando si parla di grandi squadre – massicciamente infarcite di fuoriclasse in ogni reparto – è difficile parlare di partite a senso unico. L’Inter, soprattutto nel secondo tempo, ha creato qualche pericolo e probabilmente, con qualche rifinitura migliore e un pizzico di buona sorte, poteva porre le basi per una rimonta. Ma nel complesso la Juve ha sempre controllato la partita. Nel primo tempo, fin quando è rimasto in campo Ibrahimovic (attualmente è una spanna sopra tutti gli altri grandi del mondo, compreso il nostro Adriano), i bianconeri davano l’impressione di poter affondare quando volevano, e soprattutto avevano il centrocampo in mano. Dopo l’uscita dal campo dello svedese, si è difesa con forza, attuando un pressing feroce e nel contempo ordinato; ha lasciato pochissimi spazi utili ai nerazzurri. Dobbiamo essere delusi? Penso di no, ogni partita ha una sua storia, e – ripeto – soprattutto quando si affrontano grandissimi giocatori, è inutile ragionare per valori assoluti. Voglio dire che la sconfitta di Torino non deve assolutamente avere significati trascendentali ai novanta minuti, la Juve "non è" superiore all’Inter, bensì ha avuto il merito di "essere stata", in quella partita, superiore all’Inter. Anzi, l’ambiente interno ed esterno non deve cadere nell’errore di sentirsi inferiore, di non essere maturato, di dover dimostrare tutto nella prossima partita. Atteggiamenti simili genererebbero soltanto isterismi e nervosismo. Perdere a Torino ci può stare, continuare in un percorso involutivo invece no. Andiamo avanti, non è successo nulla, anzi dobbiamo uscirne più forti di prima, consapevoli delle nostre enormi potenzialità. In tal senso, sarà senza dubbio importante il rientro di Javier Zanetti sulla fascia destra; Ivan Cordoba è un grande difensore, ma sicuramente ha un gioco prevedibile e sin troppo "da compitino" nella fase offensiva. Il capitano argentino, invece, può imbastire soluzioni di gioco più imprevedibili con il portoghese Figo. Una piccola critica costruttiva per il nostro Martins, che è poi anche un invito al nostro tecnico: il giovane nigeriano ha una reattività muscolare e una velocità di corsa davvero incredibili, e con queste doti si è affermato a livello giovanile supplendo alla mancanza nei fondamentali tecnici. Non sarebbe ora di recuperare il lavoro trascurato, con esercitazioni mirate e ore e ore sul campo? Sicuramente Maradona si nasce e non si diventa, però Oba-Oba deve ancora migliorare tanto sotto questo aspetto, e può farlo se lo vuole. Un Martins con queste doti atletiche e una tecnica migliore sarebbe, allora sì, da Pallone d’Oro.