21/10/05
PORTO-INTER, ALCUNE CONSIDERAZIONI TATTICHE
Nel match di Oporto Roberto Mancini ha derogato al classico 4-4-2 per proporre un interessante 4-5-1 che si avvaleva di Figo come ala destra e Solari come ala sinistra (poi invertiti di fascia nel corso della gara), sostenuti da un trio di centrocampo tutto fosforo e qualità: Pizarro, Cambiasso e Veron. Come vertice avanzato la punta operaia Julio Cruz.
Questo sistema di gioco è sicuramente incline ad esaltare l’uno contro uno di Figo sulle zone laterali, la velocità nei tagli di Solari, gli inserimenti di Pizarro e Veron, e il gioco di sponda e di appoggio che sa effettuare Cruz. Mettiamoci pure le sovrapposizioni di Favalli, e il modulo ha una sua razionalità rispetto al metariale umano a disposizione del tecnico interista. Certo, c’è da dire che comunque con la rosa che si ritrova, Mancini può affidarsi a tantissime soluzioni tattiche….
Fatto sta che nonostante la grande grinta del Porto (per i portoghesi la partita era quasi un’ultima spiaggia), l’Inter giocava bene, e si intravedevano quelle trame di gioco studiate da Mancini. Purtroppo è arrivato il rocambolesco autogol di Materazzi, e lì Mancini ha perso un po’ la bussola, ritrovata poi con l’ingresso di Recoba.
Vogliamo dire che subito dopo l’autorete, Mancini ha chiesto ai ragazzi di cambiare disposizione in un 4-2-3-1, con Veron e Pizarro che si alternavano vicino a Cruz. Eppure l’Inter prima del gol stava giocando bene, e Mancini più di tutti dovrebbe sapere che non sono i numeri a rendere una squadra offensiva e pericolosa. Con questa piccola variazione, si sono tolti appoggi avanzati e di qualità alle ali, accentuando la tendenza ad accentrarsi di giocatori come Veron e Pizarro. Inoltre entrambi, e sicuramente Pizarro, non hanno interpretato bene il ruolo di "trequartista" dietro l’unica punta; diciamo, a loro discolpa, che non è proprio nelle loro corde tattiche.
Per carità, a parte il due a zero su punizione il Porto non è che abbia fatto un granchè, affidandosi quasi esclusivamente alle sortite di Quaresma sulla fascia sinistra. L’Inter per tutto il primo tempo ha continuato a tenere il gioco in mano, ma non è stata mai incisiva. Poi l’ingresso di Recoba al posto di Pizarro ha messo meglio la squadra in campo, e lo si è visto in termini di azioni pericolose prodotte.
Insomma, se Mancini aveva pensato a un utilizzo di Pizarro e Veron come mezzali di qualità che potessero combinare stretto con le ali o inserirsi centralmente su assist di Cruz, ok; ma se poi, con un piccolo ma sostanziale cambiamento della dislocazione di base, pretende dai due (soprattutto da Pizarro) di fare la seconda punta, non ci siamo affatto.
E tra l’altro, in generale, perché cambiare modulo dopo una sola rete (molto fortunosa..), quando invece stai giocando bene? Non si crea solo nervosismo nella squadra in campo? Il tecnico dovrebbe essere il primo a mantenere ed infondere il giusto equilibrio.
Sarà perché siamo degli innamorati del 4-3-3, ma il modulo iniziale ci è piaciuto molto, e vorremmo rivederlo, semmai anche con Martins come ala esterna. Abbiamo ancora negli occhi un tipico movimento da 4-3-3 effettuato nei primi minuti: Favalli è in possesso palla sopra la linea di centrocampo; J.Cruz compie il movimento a mezzaluna verso la zona di centro-sinistra, Solari fa un movimento ad entrare in orizzontale, mentre Figo taglia in diagonale verso il centro area…stupendo.
PS: si dice che con l’impegno di Martins in Coppa d’Africa l’Inter di Mancini si ritroverebbe con poche punte: Recoba, Cruz, Adriano. Non siamo d’accordo, perché a nostro avviso ci si dimentica di Figo, che sarei curioso di vedere come seconda punta vera…piuttosto rafforzerei la squadra con un terzino sinistro che faccia la differenza, e punterei sul (bravissimo) Favalli come alternativa.